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La multa è valida anche se il giallo del semaforo dura poco
Almeno 3 secondi: tanto deve durare il giallo al semaforo affinché la multa per chi è passato col rosso sia valida. E seppure lo scarto fosse minimo, appena una frazione di secondo, l’automobilista che va di fretta e non si ferma all’incrocio non può appigliarsi a un giallo troppo breve per fare a tempo a frenare. Lo chiarisce la Corte di Cassazione...

Almeno 3 secondi: tanto deve durare il giallo al semaforo affinché la multa per chi è passato col rosso sia valida. E seppure lo scarto fosse minimo, appena una frazione di secondo, l’automobilista che va di fretta e non si ferma all’incrocio non può appigliarsi a un giallo troppo breve per fare a tempo a frenare.

Lo chiarisce la Cassazione nel dar ragione al Comune di Montevecchia, in provincia di Lecco, nei confronti di una donna cui il giudice di pace aveva abbonato la multa poiché il rosso era scattato dopo poco meno di 4 secondi.

Rinviando al tribunale per confermare la contravvenzione, la sesta sezione civile della Cassazione (sentenza numero 18.470) non ha ammesso il minino scarto apposto dalla signora per scagionarsi.

La Corte ha spiegato inoltre spiegato che «l’automobilista deve adeguare la velocità allo stato dei luoghi» e, sebbene il Codice della strada non indichi la durata minima del giallo, viene fatta valere una risoluzione del ministero dei Trasporti che «regola il tempo minimo di durata» della luce gialla, che «non può mai essere inferiore a 3 secondi».

Questo perché, spiegano i giudici – che concordano con la disposizione – è il tempo di arresto necessario per un veicolo che proceda a una velocità di 50 chilometri all’ora.

«Con la conseguenza – conclude la sentenza – che una durata superiore deve senz’altro ritenersi congrua». La signora dovrà farsene una ragione. E, magari, quando si sposta in auto, andare un po’ più piano.

Una sentenza sconcertante – tuona il presidente dell’Adico, Carlo Garofolini – che ha come unico scopo quello di incentivare i comuni a continuare ad accanirsi sui poveri automobilisti costretti ad usare l’auto per necessità e scoraggiare leciti ricorsi.

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15/01/2015 | 15.00
 
 
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