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ULSS 19
Progetto sul gioco d'azzardo
Si sono incontrati a Taglio di Po i diversi partner del progetto “Giocare alla vita per non giocarsi la vita - formazione sul problema del gioco d’azzardo” condotto dall’Acat (Associazione dei Club degli Alcolisti in Trattamento) Basso Polesine nell’ambito delle attività programmate dal Dipartimento per le dipendenze Ulss 19...

Si sono incontrati la scorsa settimana a Taglio di Po i diversi partner del progetto “Giocare alla vita per non giocarsi la vita- formazione sul problema del gioco d’azzardo” condotto dall’Acat (Associazione dei Club degli Alcolisti in Trattamento) Basso Polesine nell’ambito delle attività programmate dal Dipartimento per le dipendenze Ulss 19. Quest’iniziativa vede partecipe, oltre l’Ulss 19 di Adria, una fitta rete di soggetti pubblici e privati: il Comune di Porto Viro, la Conferenza dei sindaci del Bassopolesine, i medici di famiglia, le Acat Polesine Occidentale e Medio Polesine, la comunità terapeutica “Solidarietà Delta”, il Centro di servizio per il volontariato di Rovigo, l’Amministrazione provinciale, il Comando provinciale dei Carabinieri, le Caritas delle Diocesi di Chioggia e di Adria- Rovigo, la cooperativa sociale “Titoli Minori”, e l’associazione AND (Azzardo e Nuove Dipendenze) di Varese. L’obiettivo della costruzione di questa rete è fronteggiare il fenomeno del gioco d’azzardo patologico e sviluppare meccanismi di autoprotezione e autopromozione della salute nelle comunità locali, anche attraverso un ciclo di incontri di formazione.
L’industria del gioco d’azzardo occupa il quinto posto in Italia, che ha però il primato mondiale della spesa pro capite con 500 euro a persona: tra gratta e vinci, lotto, superenalotto, bingo, slot machines, scommesse sportive, lotterie ecc, gli italiani spenderanno nel 2008 oltre 50 miliardi di euro (dati Eurispes, che evidenziano un aumento percentuale forte e costante dagli anni ’90 ad oggi). Tra i fattori che favoriscono la crescita del fenomeno emergono: la diffusione del gioco nei luoghi della quotidianità; la varietà e la vastità dell’offerta con innumerevoli giocate settimanali; il basso e accessibile costo delle giocate; la forte azione della pubblicità.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità vede nel gioco d’azzardo compulsivo una forma morbosa chiaramente identificata e che, in assenza di misure idonee di informazione e prevenzione, può rappresentare una vera malattia sociale a causa della sua diffusione. Si stima che in Italia i giocatori problematici rappresentino dall’uno al 3% della popolazione, circa 700 mila famiglie.
Questo progetto vuole, quindi, avviare una serie di iniziative di sensibilizzazione sui rischi collegati all’azzardo e coinvolgere le istituzioni e le associazioni nel fornire risposte a richieste di intervento che si stanno facendo sempre più numerose. Le persone con problemi di gioco d’azzardo oggi hanno a disposizione, in Bassopolesine, un ambulatorio presso il Servizio per le dipendenze dell’Ulss 19 e un gruppo di auto-mutuo-aiuto attivato grazie alla collaborazione con l’ACAT Basso Polesine.
Per informazioni rivolgersi al Servizio per le dipendenze Ulss 19 tel. 0426660555 o all’Acat Basso Polesine tel. 3489849346.
 

11/12/2008 | 1033
 
 
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