La Repubblica Veneta - Musica - Michelangelo Giordano: da Sanremo all’esordio discografico
 
 
 
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Michelangelo Giordano: da Sanremo all’esordio discografico
Si intitola “Le strade popolari” ed è il primo disco del cantautore calabrese Michelangelo Giordano. Un disco pieno di terra natale, di provincia, di quel vivere che un tempo era foriero di morali e di etiche...

Si intitola “Le strade popolari” ed è il primo disco del cantautore calabrese Michelangelo Giordano. Un disco pieno di terra natale, di provincia, di quel vivere che un tempo era foriero di morali e di etiche. Il tutto contrapposto all’era della crisi digitale, dell’essere giovani oggi e di quelli che, come Giordano, insegue un ritorno alle origini che canta. Un disco interessante che coniuga italiano e dialetto, il fascino per un certo tipo di cadenza e il ricordo di uno storico italiano che fa sempre bene ricordare. Escluso dalla selezione dei giovani per Sanremo 2015 alla rivalsa personale con questo piccolo grande esordio. L’intervista per gli amici de La Repubblica Veneta:

“Le strade popolari”. Cosa hai trovato lungo queste strade popolari?
Ho trovate la perfetta espressione di quello che io sono; ho conosciuto luoghi e persone che mi hanno emozionato, sorpreso e rafforzato, ho vissuto storie ed esperienze che mi hanno segnato. Ed ora che sto camminando ancora lungo queste strade, sto assaporando i frutti di una semina costante.

La vera rivoluzione secondo te sta nel tornare alle origini?
Non so se si tratta di rivoluzione, ma senz''atro il mio è stato un modo di seguire l''istinto per poi scoprire che è un''esigenza che riguarda molti. Un''esigenza dettata dalla ricerca di ideali, di un contatto fisico, di un''umanità che abbiamo perso perché schiavi di una società troppo frenetica che ci spinge ad una produzione sempre più elevata. Forse si tratta anche di un''esigenza di difesa contro una selvaggia globalizzazione. Ho notato che a volte il progresso coincide con un regresso dei rapporti umani.

In uno scenario così proiettato alla trasgressione e alla ricerca di originalità, tu come mai hai scelto la tradizione?
Anche se si cerca a tutti i costi l''originalità, io non ne ho sentita molta in giro. Scimmiottare vocalità o stili inflazionati oltre oceano, non la reputo assolutamente originalità musicale. Ma posso immaginare che nella speranza di far parte del circuito mediatico più importante, si rischia di cadere in tentazione, visto che il 70% della musica che passa sui network è straniera di un certo tipo. Io ho deciso di fare quello che più mi rappresenta senza pensare alle tendenze di mercato o alle tendenze radiofoniche. Solo così il messaggio può essere credibile. Ovviamente ognuno può decidere di farlo come meglio crede, ma mi piacerebbe sentire oggi, artisti che mettono più in gioco il loro modo di essere e non imitazioni di imitazioni.

Non possiamo non chiederti di Sanremo. Com’è accade oggi? Ci riproverai per la prossima edizione?
Attualmente c''è in atto il processo ed il prossimo 29 luglio ci sarà l''udienza. Quello che è accaduto pretende delle risposte che ancora non sono arrivate. La mia non è un battaglia contro il Festival di Sanremo, ma contro eventuali abusi di potere e contro una mentalità ed un sistema sbagliato. La mia scelta di non subire in silenzio è perfettamente in linea con quello che scrivo nelle mie canzoni, dobbiamo difendere i nostri diritti; abbiamo subito già abbastanza. Riguardo la possibilità di riprovarci, con le condizioni attuali non è possibile farlo nella categoria "Nuove Proposte", ma non si sa mai cosa ci riserva il futuro; sono un eterno sognatore ed ottimista, ma sempre con i piedi per terra.

Ambizioni e traguardi di oggi: Michelangelo Giordano a cosa sta puntando?
Tanti sogni si stanno realizzando durante questo viaggio lungo "Le strade popolari": il 7 luglio ho suonato ad "Astimusica 2015" che è un tempio della musica d''autore ed è stata una doppia soddisfazione perché mi sono esibito prima del concerto di Carmen Consoli che è un''artista che stimo. Il 10 luglio mi sono esibito nella città dove vivo su volere del Comune che ha ritenuto il mio album non solo un progetto artistico, ma un progetto di sensibilizzazione sociale attraverso la musica; il 24 luglio 2015, invece, ho avuto l''immenso piacere di suonare nella mia terra natia a Reggio Calabria, dinnanzi al suggestivo Castello Aragonese. Ci sono tanti altri progetti in cantiere che spero si realizzeranno. Sicuramente posso già dirvi che a breve porterò il mio messaggio dentro un luogo d''istruzione e di cultura come la Statale di Milano con una presentazione che non sarà solo musicale. Per i dettagli e tutti gli altri eventi in programma, basta seguirmi sui miei canali social.

29/07/2015 | 09.42
 
 
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