La Repubblica Veneta - Economia - Stalle da latte e carne in filiera per dare un futuro alla carne veneta
 
 
 
La Repubblica Veneta

Silvia
 
 
 
 
 
ECONOMIA
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Stalle da latte e carne in filiera per dare un futuro alla carne veneta
Un grande progetto per salvaguardare la carne veneta e, quindi, il made in Italy della produzione bovina. Questo, in estrema sintesi, l’obiettivo del progetto sperimentale Meetbull, approvato dalla Regione Veneto, i cui capofila sono Arav ed Aia, con la collaborazione di Unicarve, Azove ed Università di Padova...

Garantire la rimonta interna delle stalle da latte con il seme sessato, rappresenta la chiave di volta per assicurare alle stalle da carne venete un maggior approvvigionamento di vitelli per la produzione di carne al 100% made in Italy, riducendo, di conseguenza, i flussi di prodotto straniero. “L’obbiettivo di questo progetto è chiaro – spiega il presidente Arav, Floriano De Franceschi – ed è dato dal fatto che la zootecnia da carne italiana, pur contando su razze autoctone di elevato pregio, non riesce a fornire una produzione che soddisfi la richiesta del nostro Paese. Si devono pertanto cercare degli strumenti che permettano di incrementare la quantità e la qualità della produzione, attraverso il controllo delle performance produttive negli allevamenti di ingrasso e la razionalizzazione conseguente delle attività di allevamento”. Il prof. Giovanni Bittante, aggiunge: “nuove tecnologie, testate anche dall’Università di Padova, sono disponibili. L‘uso di seme sessato è in grado di far nascere vitelle dalle migliori vacche per le esigenze degli allevamenti da latte veneti e di utilizzare le altre bovine, in incrocio con tori delle migliori razze da carne, per la produzione di vitelli destinati agli allevamenti da ingrasso veneti, oggi dipendenti dall’importazione. Abbiamo messo a punto tecniche di allevamento a basso impatto ambientale di questi animali ed un’alimentazione finalizzata ad offrire carni di qualità, in grado di migliorare la salute del consumatore”. L’attuazione del Progetto è relativamente semplice, come precisano il presidente di Unicarve Fabiano Barbisan e di Azove Fabio Scomparin: “Azove grazie al controllo totale della filiera è in grado di contribuire al progetto non solo nella fase di allevamento, ma anche per le verifiche alla macellazione e sulla qualità delle carni. Gli obiettivi sono molteplici, da un lato sensibilizzare gli allevatori-ingrassatori all’inserimento dei vitelli nati in Italia per la verifica delle performance produttive ed economiche, dall’altro rispondere alle richieste del mercato attraverso un’adeguata politica di valorizzazione”. La durata del Progetto è di 33 mesi, necessari per ottenere soggetti meticci maturi sui quali effettuare misurazioni di efficienza attraverso il controllo funzionale e di resa al macello. “Saranno almeno un centinaio le aziende zootecniche coinvolte – prosegue il direttore di Arav Adriano Toffoli – nelle quali si prevede di liberare dal 20 al 40% della consistenza aziendale utilizzando seme sessato, da destinare alla produzione di meticci specializzati nella produzione della carne per un totale atteso di oltre 3500 soggetti”. Significativo l’intervento di Unicarve per garantire tracciabilità e sicurezza ai consumatori: “gli allevatori applicheranno, nella fase d’ingrasso, i Disciplinari di produzione riconosciuti dalla Regione Veneto del “Vitellone e della Scottona ai cereali” e del “Vitello al latte e cereali”, a marchio “Qualità Verificata”, con la possibilità di indicare inequivocabilmente in etichetta anche l’Origine Veneto”. Arav ed i suoi partner hanno ben chiare le strategie da attuare per migliorare la competitività del prodotto italiano. “Sarà necessario produrre più vitelli da ingrasso – conclude il presidente Floriano De Franceschi - favorire una migliore interazione lungo la filiera per abbattere i costi di produzione favorendo una maggior redditività delle imprese zootecniche”. Tra i soggetti coinvolti anche UniCredit, che assicura: “interverremo a supporto del progetto Meetbull con finanziamenti agevolati dedicati ai soggetti coinvolti. La Banca, quindi, sosterrà la creazione di una filiera carne 100% italiana facilitando l’accesso al credito da parte delle aziende aderenti al processo”.

26/03/2015 | 11.25
 
 
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